Dal rapporto dell’Agenzia delle Entrate emerge come nel secondo trimestre 2013 la diminuzione delle compravendite nel Comune di Milano si è attestata sul -2,0% (rispetto allo stesso periodo del 2012), a fronte di una contrazione che nel primo trimestre era stata pari al 4,8%. Parallelamente OSMI Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, nella Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia del I semestre 2013, realizzata in collaborazione con FIMAA Milano Monza & Brianza, rileva una decrescita dei valori residenziali generalizzata a tutte le tipologie e a diverse zone del capoluogo lombardo, con contrazioni dei prezzi medi cittadini che nel corso dell’ultimo anno si sono attestate tra il -2,9% degli appartamenti di nuova costruzione e il -3,7% del prodotto vecchio.

Marco Dettori, presidente di OSMI Borsa Immobiliare, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, ha dichiarato: “Dopo il drammatico calo del numero di transazioni immobiliari che ha caratterizzato il 2012, dal mercato arrivano segnali che fanno sperare in una fase di stabilizzazione. Oltre alla diminuzione dei prezzi, un’altra condizione necessaria per innescare la ripresa del comparto immobiliare è la ripartenza del mercato del credito, che potrebbe essere incentivata dalla liquidità messa a disposizione delle banche da parte di Cassa Depositi e Prestiti, come previsto dal DL 102/1013. Strettamente collegata al tema del credito è da sottolineare l’importanza della trasparenza delle valutazioni degli immobili da mutuare e la professionalità dei valutatori”.

Fonte: Camera di Commercio Milano, 30 settembre 2013.

La presidente degli agenti immobiliari

“le banche più prudenti nei prestiti. Adesso serve un’iniezione di fiducia”


Mercato fermo ma la domanda?

“Più corretto dire che il mercato è in grande riflessione”. Lionella Maggi, presidente di FIMAA, il Collegio degli agenti di intermediazione aderente all’Unione del Commercio, spiega che “rispetto all’anno scorso, dopo lo tsunami del crollo della Borsa, si lavora molto, ci sono tanti appuntamenti e telefonate. Poi, però, non si arriva a definire la vendita”.

Perché?

“Chi compra vuole fare l’affare. Ma chi vende non ci sta. Non svende. La gente in questa fase preferisce il mattone ai bot”.

L’accesso al credito?

“E’ il nodo : le banche non dicono “non ti do’ il mutuo”, ma mettono talmente tante difficoltà… in altre parole, la manica è diventata stretta”.

Domanda scontata, chi soffre?

“La fascia bassa, la più povera. Se hai già la rata dell’auto, del frigo e della tv, il credito non te lo danno più. Senza contare che il 120 per cento del finanziamento è ormai un miraggio. Oggi le banche fanno fatica a dare l’80 per cento. Si è tornati indietro”.

Il futuro?

“Serve solo un’iniezione di fiducia, e il mercato tornerà dinamico”.

E i prezzi torneranno a salire

“Non credo proprio. Ormai si sono molto assestati. Il tempo delle richieste pazze, fuori mercato, è finito. Salvo che un bene non sia supportato da una qualità super, per esempio “ultimo piano vista Duomo”.


Fonte: Il Corriere della Sera

Attività commerciali: quotazioni in ribasso che risentono della crisi dei consumi

Presentato a Milano (al Circolo del Commercio) l’edizione 2010 del Listino aziende di Fimaa, la Federazione dei mediatori e agenti d’affari. Il Listino FIMAA sui prezzi delle aziende riporta i valori delle attività  commerciali parametrati percentualmente sull’incasso annuo e , in alcuni casi, sull’utile lordo delle aziende. Valori che vengono suddivisi, nella merceologia presa in esame, tenendo conto dell’ubicazione dell’esercizio commerciale e dell’anzianità di arredamento e attrezzature. Il Listino aziende di FIMAA fornisce anche un sintetico giudizio sull’andamento della domanda e dell’offerta nelle varie tipologie d’azienda e riporta anche il  valore delle buonuscite nelle vie di maggior interesse commerciale con il costo degli affitti annui per metro quadro. “Il listino – spiega Valerio Angeletti, presidente nazionale FIMAA Italia – analizza 25 province in 16 regioni con 34 diverse tipologie d’impresa ed è considerato un osservatorio efficace del mercato nazionale”.

A Milano il valore di un bar in una posizione commerciale primaria – ipotizzando un fatturato annuo di 200.000,00 euro – può arrivare a 320.000,00 euro.

Sempre con l’ipotesi media di aggio annuo di 200.000,00 euro una rivendita tabaccheria-giochi catanese può anche raggiungere il valore di un milione di euro. Ed a Bari un panificio è più apprezzato che nelle altre città. A Catania un ristorante-pizzeria lo si può vendere a un valore di mercato mediamente più alto di Milano, Roma, Napoli. Più bassi, invece, - in tutte le città e in rapporto al fatturato annuo – i valori di mercato medi dei negozi d’abbigliamento e accessori dei parrucchieri/estetisti.

“A seconda dei centri cambiano naturalmente i valori di mercato, ma le attività in questo momento commercialmente più appetibili – rileva il coordinatore del Listini FIMAA Gianni Larini – soni comuni un po’  in tutta Italia: e cioè bar, tabaccherie con giochi, ristoranti. E negli alimentari soprattutto i panifici. In linea generale bisogna considerare che la valutazioni del Listino 2010 risentono della crisi del commercio e della conseguente riduzione, per il calo dei consumi, degli incassi delle aziende”.

“A Milano – aggiunge Lionella Maggi, presidente FIMAA Milano e vicepresidente nazionale – i pubblici esercizi, ancora contingentati, sono cresciuti nell’ultimo anno di quasi 500 unità: da parte del pubblico amministratore c’è più attenzione alle caratteristiche e tipologia del locale che al numero complessivo sul territorio”.

Milano: in via Montenapoleone il valore delle case aumenta del 116%


Chiunque nell’anno 2000 abbia comprato una casa a Milano con l’intento di fare un buon investimento ha indubbiamente centrato il proprio obiettivo; questo è quanto viene comunicato in questi giorni da un’indagine effettuata rilevando i prezzi delle case milanesi nel semestre conclusivo dell’anno passato.
Lo studio, svolto dalla Borsa Immobiliare, particolare istituto che fa capo alla Camera di Commercio milanese, ha rilevato che una casa comprata nel duemila ha quasi duplicato il proprio valore: nell’ultimo decennio la crescita è stata del più 76 per cento e la media dei costi al metro quadro è di 4.679,00 euro.

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